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06 04 05 - Parla lo scrittore Claude Mutafian
da Le MONDE DIPLOMATIQUE
Intervista
Parla lo storico Claude Mutafian
A Parigi incontriamo lo storico Claude Mutafian, autore di Breve storia del genocidio degli Armeni, Guerini e Associati).
Professore, non si rievocano mai abbastanza simili orrori, soprattutto dato il prevalere in Turchia delle tesi «negazioniste». «Sono avvenute di recente cose che indignano: come la costruzione di mausolei e in onore dei ministri-boia, sulla "Collina della Libertà" a Istanbul; viali intitolati a loro nome; a Igdir c'è addirittura un monumento "alla memoria dei 90.000 turchi massacrati dalle bande di armeni(!)"». Ma almeno di negazionismo vero e proprio da parte dei turchi non si può più parlare, considerata la mole di documenti ormai
incontestabili.
«Ma di minimizzazione sì. Perché c'è sempre la questione aperta della Turchia che pretende di entrare nella Comunità europea, e per far ciò non esita a strumentalizzare certi storici occidentali, a 'riscrivere' la storia a suo uso e consumo, secondo le solite tattiche: minimizzare il numero delle vittime, provare il carattere sovversivo degli armeni, presentare gli armeni di Turchia come turchi modello e felici di esserlo. E risorge a tratti, non dimentichiamolo, lo spettro del panturchismo; e la Turchia sostiene l'Azerbajgian contro la repubblica d'Armenia, per il possesso del Karabagh...»
D'altro canto, però, il genocidio armeno come crimine contro l'umanità è stato riconosciuto in molti paesi, dalla Russia, alla Grecia, dal Belgio, agli Usa, Svezia, Libano... Il Vaticano, i parlamenti francese e canadese hanno ratificato il genocidio senza però citarne il responsabile.
Nel dicembre 2004 il Parlamento europeo ha votato un appello esigendo dalla Turchia il riconoscimento formale della realtà storica del genocidio degli armeni nel 1915»... «L'Europa ha l'occasione storica di forzare le autorità turche in questa direzione. Anche perché in Turchia qualcosa si muove: è stato tradotto il libro di Werfel sulla resistenza armena a Mussa Dagh [I quaranta giorni del Mussa Dagh]; lo storico turco, Taner Agçam, ha scritto molte opere sul genocidio; e nel gennaio 2005, a Istanbul si è aperta una grande mostra (sarà portata quest'anno a Parigi) di cartoline postali armene, dal titolo
Quando la Turchia riscopre la sua memoria armena [catalogo a cura di Osman Köker]».

V.V

 
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