Zatik consiglia:
Iniziativa Culturale:

 

 

06 03 09 - Musiche e Danze Armene
LA SICILIA 8/3/06

Modica.
Musiche e danze popolari hanno chiuso il ciclo di lezioni di Berini La spiritualità degli armeni
Modica. Un popolo al confine tra Occidente e Oriente, nel quale ogni cosa richiama la spiritualità: l'alfabeto è considerato dagli armeni un dono divino; a nulla, infatti, sarebbero valsi gli sforzi e le ricerche di San Mesrop, che lo creò intorno al 405 d. C., se non gli fosse giunto l'aiuto di Dio, che arrivò visto l'alto fine che il monaco Mesrop si era posto:
tradurre la Bibbia perché venisse compresa anche dalla gente comune. Ma è la danza popolare, in particolare, a rievocare simboli religiosi in una terra dove - racconta la Bibbia - approdò l'arca di Noè al ritirarsi delle acque del diluvio universale. E secondo la tradizione armena un frammento
dell'Arca è custodito in un prezioso reliquiario conservato nella città santa di Etchmiadzin. Se n'è parlato nel corso di una serie di lezioni tenute da Giulia Berini presso la sede dell'associazione 'I Ricostruttori' di Modica, che, al termine del corso, ha organizzato una festa, durante la quale le corsiste hanno indossato dei costumi tradizionali armeni, creati sotto la guida dell'insegnante Giulia. E' stata la danza armena delle donne la protagonista della serata, "ma esiste - ha spiegato Giulia Berini, che ha imparato la cultura e la tradizione delle danze e dei costumi armeni da un'amica insegnante di danza - anche un patrimonio di danze maschili molto
ricco e suggestivo, caratterizzato anch'esso da costumi splendidi e particolari. "Le danze maschili - ha detto Giulia - esprimono l'energia e la
forza e venivano utilizzate prima dei combattimenti per aumentare il coraggio e rendere imbattibili e sprezzanti del pericolo i guerrieri. Le danze femminili, invece, esprimono la grazia e l'armonia, ma sempre accompagnate dalla fermezza e dalla forza". Durante la festa sono state presentate diverse danze: la prima si chiama 'Sciraghì Scioròr' e rappresenta i due caratteri delle donne armene: la dolcezza e la grazia da una parte e la forza e decisione dall'altra, rappresentate, quest'ultime, da
una danza in cerchio molto ritmata. 'Agkà Yerazàn', che vuol dire 'sogno di fanciulle', è caratterizzata dal movimento aggraziato delle mani. "In questa
danza - spiega Giulia - ogni movimento è un simbolo, che parla attraverso un linguaggio immediato, quello del corpo; ogni movimento ha un suo significato
che si collega ad un tutto armonico, tra gesto e melodia". C'è poi una danza molto particolare sin nel nome: 'Le ragazze sono albicocche', laddove
l'albicocca è il frutto simbolo dell'Armenia. La danza paragona le fanciulle a questo frutto dolce e succoso. L'Armenia ha anche una lunga storia alle
spalle, fatta non solo dall'avvicendarsi di numerose e diverse dominazioni, ma anche dalla diaspora del popolo, tema della 'danza della cicogna'. "La
cicogna - ha detto Giulia - è un uccello presente in Armenia, dove vengono costruite apposite piattaforme fissate ad un palo, per consentire a questi
splendidi uccelli di costruirvi il nido. La cicogna è un uccello migratore, che diventa, dunque, simbolo degli emigranti armeni, tanto che quando un armeno ne vede una in cielo, ricorda la sua patria lontana. Quella armena è una cultura estremamente raffinata. La sofferenza e la malinconia si esprime nella sua musica e cultura anche nei momenti più lieti: il pianto si trasforma in allegria, la morte in esplosiva voglia di vivere che si esprime in tutte le sue forme".

V.V

 
Il sito Zatik.com è curato dall'Arch. Vahé Vartanian e dal Dott. Enzo Mainardi;
© Zatik - Powered by Akmé S.r.l.