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16.feb .2022: Nagorno Karabagh , il monastero di Dadivank simbolo della cultura armena a rischio - 18.11.2020
Nagorno Karabakh, il monastero di Dadivank simbolo della cultura armena a rischio
Di Andrea Gagliarducci
ETCHMIADZIN , 18 novembre, 2020 / 6:00 PM (ACI Stampa).-
Il primo katholikos di Armenia fu San Giuda Taddeo. E il suo discepolo Dadi fu colui che andò ad evangelizzare l’Armenia orientale. Fu così che cominciò a delinarsi la prima nazione cristiana. Le reliquie di San Dadi sono ora nel monastero di Dadivank, nella regione di Karvacar. E questa regione entrerà sotto il controllo azero. Il monastero resterà così isolato, visibile agli occhi, ma difficile da raggiungere per la popolazione armena. Un po’ come l’Ararat, un segno ulteriore del paradosso di cui vive il popolo armeno.

È ancora tutto da definire, dopo l’accordo di pace che ha portato al cessate il fuoco del conflitto in Nagorno Kharabak, o Artsakh, come la regione viene chiamata in lingua armena. In cento anni, da quando Stalin consegnò la regione all’Azerbaijan, moltissimi manufatti e monumenti della presenza armena, e dunque cristiana, nel territorio sono stati distrutti o rovinati, tanto che si parla di un vero e proprio genocidio culturale. Nel 1994, alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, la regione proclamò l’indipendenza, e si costituì in uno Stato con capitale Stepanakert. Da allora, i conflitti, caldi e freddi, si sono succeduti nella zona, fino all’ultimo, durato 40 giorni, che si è risolto in una pace “dolorosa” per l’Armenia, costretta a cedere territori e ad arrendersi di fronte al ben equipaggiato esercito azero, supportato dalla Turchia e, è stato denunciato, anche rimpolpato da mercenari Daesh. ... leggi l'articolo integrale

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