Zatik consiglia:
Iniziativa Culturale:

 

 

Riflessioni sull’incontro dell’8 giugno 2010 alla Regione Lazio.
“INCONTRO GRUPPO FOCUS “

Per Un dibattito appeto tra i vari soggetti interessati;
Seguono le pubblicazioni :
INTERVENTI di ZATIK, ALEFBA e FORUM; L'incontro organizzato dal Focus Group per il8 Giugno,è stato una rara occasione di essere ricevuti ed ascoltati dalle Autorità ministeriali e Regionali e non solo. E' servito a trovare le convergenze tra alcuni rappresentanti delle varie organizzazioni italiane per gli Stranieri,
sul tema di “Associazionismo nell’immigrazione”

sul quale molte organizzazioni degli stranieri come quella dei Rifugiati Politici, il FORUM e Lega Internazionale per la difesa dei diritti Civili e Democratici in Iran ( nel Passato ) e, da qualche anno, l’Associazione Culturale Italo Iraniana “Alefba”, sono state impegnate sin dal concepimento della Legge Martelli 30 anni fa.
Per decenni, però, l’Associazionismo straniero . Infatti, di fronte alle ondate d’immigrazione incontrollata, la gestione dell’emergenza ha favorito solo il volontariato religioso e quello civile sotto varie forme. È stata incentivata la proliferazione di “associazioni italiani di assistenza agli stranieri”, sottovalutando il ruolo e l’apporto delle “associazioni degli stranieri” nella gestione del flusso migratorio e la sua integrazione nel tessuto sociale italiano.
Ha, parallelamente, preso piede l’idea, divenuta poi dominante, che dei singoli stranieri scelti da organismi ed enti italiani e collocati nelle istituzioni locali, sindacali e professionali potessero conoscere e rappresentare le istanze dell’immigrazione.
Questo metodo ha mortificato l’associazionismo straniero
Non è in discussione la qualità o la competenza degli individui scelti dalle varie segreterie come rappresentanti delle istanze degli immigrati, ma la mortificazione del ”l’Associazionismo straniero” da parte delle istituzioni che evitano rapportarsi con le vere espressioni democratiche degli immigrati.
Ne è una triste prova la chiusura, nel 1996, della Provincia di Roma sin dal 1996 , ha voluto chiudere la Consulta elettiva delle associazioni straniere, compresi i corsi di madre lingua, istituiti dalla “Lega internazionale per la difesa dei diritti civili e democratici in Iran ” e dagli Eritrei, che si erano impegnati per l'alfabetizzazione dei propri figli e non solo e per non cedere la mano alle loro ambasciate.

Si possono studiare dei bandi mirati ad avviare le nascite di nuove associazioni di immigrati o a sostenere le associazioni di immigrati già costituite ed impegnate o le nuove che inevitabilmente possono nascere .

L'aggregazione degli stranieri intorno alle loro associazioni avviene in modo più naturale anche se sostenuti con scarsi e insufficienti mezzi che non sono affatto competitivi e nemmeno paragonabili alle organizzazioni solidi italiane.
Il tema indicato nell'incontro del giorno 8 Giugno , è la strada maestra ed è l'unica da percorrere considerando l'Associazionismo come l'unico Strumento di Integrazione sociale , così come ribadiva in un certo senso il nostro amico Don Remigio dell' Ucsei da oltre 40 anni.
L'anello debole dell'immigrazione sono i rifugiati Politici , per i quali sarebbe l’ora di concepire, a distanza di 62 anni,la legislazione sulla base dell'art 10 della costituzione italiana. e di modificare la legge regionale che è inapplicabile malgrado alcuni punti di estrema importanza citati all'inizio della legge.
Le scelte degli stranieri con la nuova legge Regionale ,saranno sempre in mano ai circuiti politici italiani e non ci sarà nulla di nuovo , Auspicabile che qualcosa di nuovo lo faccia Pres. Polverini con il suo insediamento alla Guida del governo Regionale, sperando che non segua l'esempio del nostro attuale Sindaco di Roma che ha ereditato i 4 Consiglieri aggiunti dalla precedente giunta
e non ha intenzione di procedere a un' alternativa rispetto ai suoi predecessori confermando che esiste una convertibilità dei politici nel campo dell'immigrazione. Senza regole certe e l’incentivo per l'associazionismo degli stranieri, si rischia inevitabilmente di avallare la situazione che ha dominato da un decennio sopratutto a Roma e nella Regione Lazio ;
Arch. Vahè Vartanianin qualità di:
Pres. Dell' Osservatorio sull'immigrazione per il Comune di Roma,Pres. dell’Associazione dei Rifugiati politici in Italia e coordinatore del sito Zatik
vartanian2000@hotmail.com zatik@zatik.com
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Associazione Italo Iraniana Alefba
CONVEGNO FOCUS GROUP


L’ Associazione culturale italo-iraniana ALEFBA, ha partecipato al Convegno organizzato dal Focus Group svoltosi il giorno 8 giugno u.s. presso la Regione Lazio Assessorato al lavoro, Politiche sociali e famiglia. (Viale del Caravaggio 99)
In questa riunione, oltre ai rappresentanti del Comune di Roma, della Provincia e della Regione, erano presenti le associazioni ZATIK, FORUM ed altre nonchè ricercatori, consulenti e rappresentanti di forze sindacali.
Su un argomento, che anche a noi di Alefba è sembrato di importanza rilevante, c’è stata, da parte degli intervenuti, una sostanziale unanimità di giudizio.
Sulla effettiva rappresentatività degli immigrati, fino ad oggi i responsabili istituzionali e politici della gestione di tale rappresentività, hanno nominato di ufficio le persone di riferimento dei vari gruppi di stranieri.
Tale situazione, prevalentemente burocratica e paternalistica, ha fatto sì che non fossero quasi mai ascoltate le vere problematiche ed esigenze dei singoli raggruppamenti stranieri.
In pratica, fino ad ora, l’associazionismo è stato interpretato come associazionismo “per” gli stranieri e non “degli”stranieri come sarebbe stato auspicabile.
Il secondo elemento, rilevato un po’ da tutti nel corso dell’incontro, è stata la costatazione della mancanza di una sede ufficiale, dove i vari gruppi di stranieri avrebbero potuto incontrarsi e rapportarsi fra di loro e con le autorità istituzionali.
Si è quindi auspicato che al più presto si provveda a soddisfare questo bisogno da tutti ritenuto assolutamente prioritario.
La soluzione del suddetto problema consentirebbe l’istituzione di uno sportello informativo interno attraverso il quale le varie associazioni ed i singoli cittadini stranieri possano essere messi in condizione di conoscere le varie leggi, regolamenti e norme riguardanti le varie problematiche inerenti alla loro permanenza in Italia.
Sarebbe inoltre possibile accedere, in modo chiaro e trasparente, ai vari finanziamenti europei e nazionali previsti per gli stranieri attraverso gare e bandi di concorso.
Alefba esprime il suo positivo giudizio sull’andamento dell’incontro e auspica che i punti sopra esposti possano essere presi in seria considerazione in ulteriori incontri ed approfondimenti.

Il vice-presidente
Arch. Brunello Berardi
brunello.berardi@gmail.com
Dott. Bijan Taheri ambressan@yahoo.it
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Ai margini della presentazione del focus group relativo alle politiche di integrazione degli stranieri c’è innanzitutto da osservare come a fronte di una serie di interventi che hanno interessato le associazioni finalizzate all’assistenza agli stranieri, nulla è stato fatto per valorizzare l’esperienza dell’associazionismo degli stranieri.
Ciò ha determinato un senso di frustrazione e di accentuata distanza tra la società ospitante e le diverse comunità nazionali presenti sul territorio.
Ancora una volta gli immigrati si sono sentiti assoggettati in modo paternalistico a regole e a una dimensione che non è la propria e per la quale nessuno ha chiesto loro alcuna condivisione partecipativa.
Dal momento che questo percorso è ormai da più di venti anni in auge in Italia il FORUM ritiene che si debba ora andare avanti e sviluppare una serie di riflessioni su taluni fondamentali aspetti dell’associazionismo straniero.
PER UN MANIFESTO DELL’ASSOCIAZIONISMO IMMIGRATO


Il FORUM delle Comunità Straniere in Italia ha per primo rivendicato l’utilità delle aggregazioni comunitarie e la loro funzione come volano dell’integrazione socio/economica e politica degli immigrati.
La politica dell’immigrazione in Italia non ha finora mai assunto i caratteri di una definita strategia finalizzata all’integrazione, ma ha vissuto sempre come un insieme di espedienti diretti a minimizzare o a enfatizzare gli aspetti più conflittuali della presenza migratoria. Ciò tra l’altro ha impedito di individuare la reale presenza dei migranti , la loro provenienza, le motivazioni del loro viaggio migratorio. Questo è stato di ostacolo alla elaborazione di una politica che affrontasse in modo non paternalistico il tentativo di tanti immigrati di far conoscere la propria identità culturale rafforzata dall’esistenza di un associazionismo, espressione di regole e comportamenti ripresi dal paese d’origine e amalgamati con regole e comportamenti del paese ospitante.
La politica ha inoltre giocato un ruolo basato sulla convinzione dell’incapacità congenita degli immigrati di difendere i propri diritti e i propri interessi ed ha preferito valorizzare tutte le aggregazioni autoctone, sindacali, religiose, partitiche che si candidavano a palatini degli immigrati. Prendeva così forma una inclusione di singoli esponenti delle comunità straniere attraverso la loro cooptazione nell’ambito di queste organizzazioni, escludendo ogni dialogo con le associazioni straniere . Ciò ha acuito, in maggiore o minore misura, le conflittualità interetniche e con la società ospitante.
Oggi, di fronte agli evidenti errori delle politiche di assimilazione, del multiculturalismo e per certi aspetti di una politica di integrazione confusa e pasticciona, l’associazionismo immigrato inizia ad essere considerato essenziale nel percorso di integrazione proprio nel periodo di un suo minore impatto sulle politiche migratorie. L’integrazione infatti presuppone l’utilizzazione di consistenti risorse umane e finanziarie, l’individuazione di uno sviluppo economico e sociale che riesca a inglobare diversità culturali nell’unicità delle regole dell’economia, della liberta e della democrazia, dell’istruzione e della formazione professionale.
Compiti e funzioni dell’associazionismo immigrato sono indicati nella legislazione nazionale ed europea non solo in quanto veicolo di integrazione ma anche per contrastare il crimine e l’emarginazione sociale.
Per evidenziare questi compiti e questa funzioni, tra cui l’esercizio del diritto di dialogo e di associazione e la ricerca di una forma di rappresentanza non dettata da decisioni altrui, ci sembra improrogabile il riconoscimento del ruolo dell’associazionismo straniero che nel rispetto delle regole democratiche della vita associata ridia voce e presenza al mondo dell’immigrazione.
Presentata da Simona Pasqu
FORUM delle Comunità Straniere in Italia
forumcom@hotmail.com

Vahè Vartanian